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Sansepolcro, Via Niccolò Aggiunti 1
Arezzo, Via Alcide de Gasperi 49/51

In caso di decesso

Disbrigo pratiche funerarie e cimiteriali

Cosa fare in caso di decesso

In caso di decesso di una persona cara è importante disporre di alcune informazioni utili, alcune addirittura essenziali negli istanti successivi al trapasso.Innanzitutto, bisogna considerare il luogo in cui è avvenuto il decesso, in quanto le procedure da mettere in atto e i documenti da consegnare sono differenti.Esploriamo tre casistiche:

  In abitazione (indipendentemente dalla residenza del deceduto)
  In ospedale o in istituto di cura pubblico o privato
  In luogo pubblico o aperto al pubblico



Decesso in abitazione

Nel caso si debba constatare con certezza l’avvenuto decesso, si deve chiamare il servizio di emergenza (112). In caso contrario, si possono avvisare le onoranze funebri a Sansepolcro che si occuperanno di:

  Contattare il servizio di guardia medica, se il decesso si è verificato di notte, in modo da definire l’ora della morte
  Chiamare il medico curante, se il decesso è avvenuto di giorno (dalle 8:00 alle 20:00), per accertare l’ora della morte e per compilare il modello ISTAT
  Informare del decesso il medico necroscopo che stenderà l’ultimo certificato da presentare al comune in cui si è verificata la morte, per poter ottenere l’autorizzazione alla sepoltura

Decesso in ospedale

Nel caso in cui il decesso si verifichi in ospedale, sarà il personale della struttura a produrre i documenti sanitari da presentare al comune in cui è avvenuta la morte. Il personale sanitario avviserà poi i congiunti della necessità di informare un’agenzia di servizi funebri che si occuperà di organizzare il funerale, e consegnerà il modulo in cui scegliere l’impresa. Il modulo dovrà essere approvato da un familiare del defunto, in seguito all’accertamento della morte e sarà poi rilasciato al personale sanitario, prima che la salma sia trasferita nell’obitorio. I familiari della persona deceduta possono anche chiedere di spostare il defunto nella propria abitazione. Le onoranze funebri di Sansepolcro, se individuate quale agenzia funebre di fiducia, si faranno carico di verificare che tutte le procedure necessarie siano debitamente svolte.

Decesso in casa di riposo

Se una persona cara è venuta a mancare in una casa di cura o di riposo, è possibile contattare l’agenzia di pompe funebri a Sansepolcro che avvierà e porterà a compimento tutte le procedure necessarie. La salma sarà trasferita presso l’obitorio dell’ospedale oppure nella propria abitazione. Le certificazioni consegnate dal comune dove si è verificato il decesso, essenziali per completare le pratiche successive, saranno consegnate dall’agenzia di servizi funebri.

Decesso in luogo pubblico

Nel caso ci si trovi di fronte a una morte violenta o improvvisa in un luogo pubblico, oppure se si è verificato il decesso di persone che vivono sole o dall’identità ignota è obbligatorio informare l’Autorità giudiziaria che, a tempo debito, fornirà l’autorizzazione alla rimozione della salma. In questi casi particolari, il corpo sarà trasferito all’obitorio comunale per compiere tutti gli accertamenti previsti dalla legge o per l’eventuale riconoscimento. Se il decesso in luogo pubblico riguarda un congiunto, una volta informate le forze dell’ordine e il medico necroscopo, bisognerà attendere il nulla osta della Procura della Repubblica, per poter organizzare il funerale.

Disposizioni particolari

Nelle prime 24 ore dalla morte (48 in caso di morte naturale improvvisa), le salme non possono essere chiuse nel feretro e neppure essere sottoposte a trattamenti che in qualche modo impediscano il rilevamento di eventuali manifestazioni di vita. Per quanto riguarda gli aspetti strettamente burocratici inerenti a un decesso, prendiamo in esame le questioni più importanti.





La morte di un congiunto comporta il disbrigo di varie questioni amministrative. Di seguito sono elencate le più importanti.

Successione

Si verifica in seguito alla morte di un familiare e implica il passaggio del patrimonio del defunto a uno più eredi. Entro un anno dalla morte, se il defunto aveva beni immobili è obbligatorio consegnare all’agenzia delle entrate la dichiarazione di successione. In seguito, fatti i necessari accertamenti fiscali, sarà comunicata la tassa di successione che si differenzierà a seconda del grado di parentela e in base alle quote ereditarie. Ci sono due tipi di successione: legittima e testamentaria. La successione testamentaria, come dice il nome stesso, si ha nel caso in cui la persona deceduta ha lasciato un testamento. In questa eventualità si seguiranno le disposizioni presenti nel documento. Si parla invece di successione legittima, se il defunto non ha lasciato alcun testamento. In tal caso, il patrimonio del defunto passerà agli eredi in base al grado di parentela fissato dalla legge. È anche possibile una terza soluzione, quando cioè, esiste un testamento, ma questo non contempla l’intera successione. In questo caso, l’eredità sarà in parte testamentaria e in parte legittima. La legge, comunque, stabilisce che una quota di eredità (detta legittima) spetta di diritto ai familiari più stretti. Ad alcuni soggetti, ad esempio coniuge, discendenti e ascendenti (se non esistono discendenti), è dovuta una parte di eredità. Se il defunto era celibe e non aveva figli, l’eredità passerà ai familiari entro il sesto grado, nell’ordine e nelle quote dettate dal Codice Civile. Se non ci sono familiari entro il sesto grado, l’eredità diverrà proprietà dello Stato. Se uno o più successori legittimati reputano che il testamento pregiudichi i loro diritti possono decidere di impugnarlo. Di fronte a una successione gli eredi possono atteggiarsi in tre modi diversi:

  Accettare l’eredità
  Accettare l’eredità con beneficio di inventario
  Rifiutare l’eredità

ACCETTARE LA SUCCESSIONE
Per poter disporre dell’eredità è necessario accettarla. Se ci sono eredi minori o incapaci si deve ottenere anche l’autorizzazione del giudice. L’accettazione che riguarda l’intera eredità, non solo una parte di essa, si può manifestare in vari modi:

  Con un atto ricevuto dal notaio o dal cancelliere del Tribunale del luogo in cui il familiare defunto era domiciliato al momento della morte
  In modo tacito, cioè attuando un comportamento che manifesti con chiarezza la volontà di accettare, ad esempio, spostando la propria residenza nella casa ereditata

L’erede che ha accettato la successione si assume anche l’onere dei debiti contratti dal defunto.

RIFIUTARE LA SUCCESSIONE
I successori possono anche decidere di rifiutare l’eredità. In questo caso, essi non erediteranno i beni del familiare defunto, ma neppure i suoi debiti. Se ci sono più successori, la quota di chi rifiuta l’eredità sarà divisa tra gli altri o trasferita per rappresentazione. Il coniuge che rifiuta l’eredità conserva il diritto di abitazione e la pensione diretta. La rinuncia alla successione deve essere presentata presso il tribunale competente o un notaio.

ACCETTARE LA SUCCESSIONE CON BENEFICIO DI INVENTARIO
L’inventario è un elenco dei debiti e dei crediti del defunto e deve essere compilato dal cancelliere del tribunale competente, in base al luogo di residenza del defunto o da un notaio, entro tre mesi dal giorno della morte del familiare.

DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE
L’eredità per causa di morte obbliga i successori a compiere una serie di adempienze, anche di tipo fiscale. Entro un anno dall’apertura della successione, gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Questo documento contiene le generalità degli eredi e la descrizione dei beni oggetto della successione. Si tratta di un adempimento fiscale fondamentale, senza di esso non è possibile poter disporre dei beni ricevuti. Devono presentare la dichiarazione di successione:

  Gli eredi, i chiamati alla successione e i legatari o i loro rappresentanti legali
  I rappresentanti legali dei successori o dei legatari
  Gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta
  Gli amministratori dell’eredità
  I curatori delle successioni giacenti
  Gli esecutori testamentari
  I trustee (fiduciari, persone incaricate di amministrare o di agire per conto di altre)

Si è invece esonerati dalla presentazione della dichiarazione se:

  L’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, nipoti o genitori) del deceduto
  L’attivo ereditario ha valore complessivo non superiore a 100.000 euro
  Nell’attivo non ci sono diritti reali immobiliari o beni immobili

La dichiarazione di successione può essere inviata solo per via telematica:

  Tramite intermediario fiscale abilitato
  Dal contribuente mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate

TASSE DI SUCCESSIONE
Al momento della presentazione della dichiarazione di successione, se il deceduto possedeva anche un solo bene immobile si devono pagare le imposte: ipotecaria, catastale, di bollo; la tassa ipotecaria; i tributi speciali. L’addebito sarà riscosso dal conto corrente intestato al dichiarante o al soggetto incaricato della trasmissione telematica. Al momento di redigere la dichiarazione di successione è obbligatorio indicare il codice IBAN del conto corrente sul quale si devono addebitare le somme dovute insieme al codice fiscale dell’intestatario del c/c. Oltre alle tasse già menzionate, potrebbe essere necessario versare anche la tassa di successione che sarà liquidata dall’Agenzia delle Entrate sulla base della dichiarazione inviata.

Testamento

Il testamento è l’unico strumento che consente di definire come distribuire i propri beni dopo la morte. Per testamento, è possibile gestire liberamente e completamente i propri beni solo se non ci sono familiari prossimi. Se invece colui che fa testamento ha parenti stretti, può decidere solo relativamente a una parte del proprio patrimonio (quota disponibile). La libertà di chi fa testamento è garantita dalle norme che vietano:

  “Patti successori” (qualsiasi tipo di disposizione ereditaria contenuta in un contratto o legata a disposizioni successorie di altri è ritenuta nulla)
  “Testamento congiunto” (atto unico con il quale due individui dispongono in favore di un terzo)
  “Testamento reciproco” (atto unico con il quale due individui dispongono dei propri beni in maniera simmetrica)

Il testamento è un atto personale che si può revocare in qualsiasi momento, senza alcuna limitazione. Il nostro ordinamento giuridico contempla tre forme ordinarie di testamento:

  Olografo, per redigerlo è sufficiente scrivere di proprio pugno le disposizioni di ultima volontà, su un qualunque foglio, datarle e sottoscriverle
  Pubblico, in questo caso è necessario rivolgersi a un notaio che, presenti due testimoni, scriverà le volontà dichiarate
  Segreto, è un documento di cui notaio e testimoni non conoscono il contenuto. Presenti due testimoni, il notaio prende in consegna il testamento che può essere sigillato dal testatore o dal notaio nel momento in cui lo riceve

Dopo la morte del testatore, il testamento deve essere pubblicato presso un notaio. La pubblicazione consente ai chiamati all’eredità, ai familiari del defunto e a eventuali creditori di conoscere il contenuto del documento. Effettuata la pubblicazione è possibile redigere la dichiarazione di successione, per poi passare alla suddivisione dell’eredità.

Pensione

Il decesso di un congiunto deve essere comunicato telematicamente all’istituto previdenziale insieme alla richiesta di reversibilità per il coniuge (pensione diretta) oppure della riscossione di quanto maturato (pensione indiretta) per chi ne ha diritto. Per la pensione INPS si devono informare le anagrafi comunali che, entro 48 ore dalla morte, devono a loro volta comunicarlo telematicamente o direttamente all’INPS. Dal 1° gennaio 2015, i medici necroscopi devono consegnare il certificato di accertamento di morte all’INPS e al Comune, entro 48 ore dalla morte, tramite specifico servizio. La pensione di reversibilità o diretta spetta ad alcuni congiunti, se il defunto era già titolare di una pensione o ne aveva maturato il diritto. I soggetti che possono chiedere la pensione diretta sono:

  Coniuge; coniuge separato, se il defunto era iscritto all’ente previdenziale prima della sentenza di separazione; coniuge separato con “addebito”, se già disponeva di un assegno alimentare a carico del coniuge defunto; coniuge divorziato, se percepiva l’assegno di divorzio e non ha contratto un nuovo matrimonio, e se il defunto era già iscritto all’ente previdenziale, prima della pronuncia della sentenza di divorzio
  Figli (legittimi, naturali, riconosciuti legalmente, adottivi o legittimati) minorenni; studenti di scuola media superiore (18-21 anni) disoccupati, a carico del genitore defunto; studenti universitari disoccupati, a carico del deceduto (unicamente per la durata del corso legale di laurea e non oltre i 26 anni); inabili di qualsiasi età, a carico del genitore deceduto
  Nipoti minorenni equiparati dalla Corte Costituzionale ai figli legittimati, a carico del deceduto

Banca e istituti di credito

Se il defunto aveva: depositi titoli, azioni, conti correnti, fondi di investimento, libretti postali, obbligazioni, ecc., i suoi familiari devono informare l’istituto bancario o postale del decesso. Oltre a questo, si devono consegnare alcuni documenti:

  Certificato di morte
  Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà

Appena avrà notizia del decesso, l’istituto bancario o postale provvederà a congelare il conto del defunto. Per poterlo sbloccare, i familiari dovranno presentare l’atto notorio che definisce l’identità degli eredi.

Assicurazioni

Si deve comunicare il decesso di un familiare e consegnare il certificato di morte alle società intestatarie di polizze su rischi di morte o infortuni oppure sull’auto. Nel caso della polizza RC auto, gli eredi dispongono di sei mesi di tempo per eseguire il passaggio di proprietà del veicolo. Se ci sono più eredi, il veicolo sarà cointestato a più soggetti; nel caso in cui tutti sono concordi, l’auto può essere intestata a uno solo di essi.

Utenze

Si devono notificare le variazioni di intestazione alle ditte fornitrici dei dispositivi per erogare acqua, gas e luce, e ai gestori di telefonia.

Dichiarazione dei redditi

Quella che si riferisce all’anno in cui il familiare è deceduto deve essere redatta e consegnata da uno degli eredi, impiegando il Modello Unico.

Detrazione delle spese funebri

È possibile chiedere una detrazione d’imposta del 19%, fino a un massimo di 1.550 euro, nell’anno seguente a quello in cui si sono sostenute le spese per il funerale.

Disbrigo pratiche funerarie e cimiteriali

Cosa fare in caso di decesso

In caso di decesso di una persona cara è importante disporre di alcune informazioni utili, alcune addirittura essenziali negli istanti successivi al trapasso.Innanzitutto, bisogna considerare il luogo in cui è avvenuto il decesso, in quanto le procedure da mettere in atto e i documenti da consegnare sono differenti.Esploriamo tre casistiche:

  In abitazione (indipendentemente dalla residenza del deceduto)
  In ospedale o in istituto di cura pubblico o privato
  In luogo pubblico o aperto al pubblico



  

  

Decesso in abitazione

Nel caso si debba constatare con certezza l’avvenuto decesso, si deve chiamare il servizio di emergenza (112). In caso contrario, si possono avvisare le onoranze funebri a Sansepolcro che si occuperanno di:

  Contattare il servizio di guardia medica, se il decesso si è verificato di notte, in modo da definire l’ora della morte
  Chiamare il medico curante, se il decesso è avvenuto di giorno (dalle 8:00 alle 20:00), per accertare l’ora della morte e per compilare il modello ISTAT
  Informare del decesso il medico necroscopo che stenderà l’ultimo certificato da presentare al comune in cui si è verificata la morte, per poter ottenere l’autorizzazione alla sepoltura

  

  

Decesso in ospedale

Nel caso in cui il decesso si verifichi in ospedale, sarà il personale della struttura a produrre i documenti sanitari da presentare al comune in cui è avvenuta la morte. Il personale sanitario avviserà poi i congiunti della necessità di informare un’agenzia di servizi funebri che si occuperà di organizzare il funerale, e consegnerà il modulo in cui scegliere l’impresa. Il modulo dovrà essere approvato da un familiare del defunto, in seguito all’accertamento della morte e sarà poi rilasciato al personale sanitario, prima che la salma sia trasferita nell’obitorio. I familiari della persona deceduta possono anche chiedere di spostare il defunto nella propria abitazione. Le onoranze funebri di Sansepolcro, se individuate quale agenzia funebre di fiducia, si faranno carico di verificare che tutte le procedure necessarie siano debitamente svolte.

  

  

Decesso in casa di riposo

Se una persona cara è venuta a mancare in una casa di cura o di riposo, è possibile contattare l’agenzia di pompe funebri a Sansepolcro che avvierà e porterà a compimento tutte le procedure necessarie. La salma sarà trasferita presso l’obitorio dell’ospedale oppure nella propria abitazione. Le certificazioni consegnate dal comune dove si è verificato il decesso, essenziali per completare le pratiche successive, saranno consegnate dall’agenzia di servizi funebri.

  

  

Decesso in luogo pubblico

Nel caso ci si trovi di fronte a una morte violenta o improvvisa in un luogo pubblico, oppure se si è verificato il decesso di persone che vivono sole o dall’identità ignota è obbligatorio informare l’Autorità giudiziaria che, a tempo debito, fornirà l’autorizzazione alla rimozione della salma. In questi casi particolari, il corpo sarà trasferito all’obitorio comunale per compiere tutti gli accertamenti previsti dalla legge o per l’eventuale riconoscimento. Se il decesso in luogo pubblico riguarda un congiunto, una volta informate le forze dell’ordine e il medico necroscopo, bisognerà attendere il nulla osta della Procura della Repubblica, per poter organizzare il funerale.

  

  

Disposizioni particolari

Nelle prime 24 ore dalla morte (48 in caso di morte naturale improvvisa), le salme non possono essere chiuse nel feretro e neppure essere sottoposte a trattamenti che in qualche modo impediscano il rilevamento di eventuali manifestazioni di vita. Per quanto riguarda gli aspetti strettamente burocratici inerenti a un decesso, prendiamo in esame le questioni più importanti.



La morte di un congiunto comporta il disbrigo di varie questioni amministrative. Di seguito sono elencate le più importanti.

  

  

Successione

Si verifica in seguito alla morte di un familiare e implica il passaggio del patrimonio del defunto a uno più eredi. Entro un anno dalla morte, se il defunto aveva beni immobili è obbligatorio consegnare all’agenzia delle entrate la dichiarazione di successione. In seguito, fatti i necessari accertamenti fiscali, sarà comunicata la tassa di successione che si differenzierà a seconda del grado di parentela e in base alle quote ereditarie. Ci sono due tipi di successione: legittima e testamentaria. La successione testamentaria, come dice il nome stesso, si ha nel caso in cui la persona deceduta ha lasciato un testamento. In questa eventualità si seguiranno le disposizioni presenti nel documento. Si parla invece di successione legittima, se il defunto non ha lasciato alcun testamento. In tal caso, il patrimonio del defunto passerà agli eredi in base al grado di parentela fissato dalla legge. È anche possibile una terza soluzione, quando cioè, esiste un testamento, ma questo non contempla l’intera successione. In questo caso, l’eredità sarà in parte testamentaria e in parte legittima. La legge, comunque, stabilisce che una quota di eredità (detta legittima) spetta di diritto ai familiari più stretti. Ad alcuni soggetti, ad esempio coniuge, discendenti e ascendenti (se non esistono discendenti), è dovuta una parte di eredità. Se il defunto era celibe e non aveva figli, l’eredità passerà ai familiari entro il sesto grado, nell’ordine e nelle quote dettate dal Codice Civile. Se non ci sono familiari entro il sesto grado, l’eredità diverrà proprietà dello Stato. Se uno o più successori legittimati reputano che il testamento pregiudichi i loro diritti possono decidere di impugnarlo. Di fronte a una successione gli eredi possono atteggiarsi in tre modi diversi:

  Accettare l’eredità
  Accettare l’eredità con beneficio di inventario
  Rifiutare l’eredità

ACCETTARE LA SUCCESSIONE
Per poter disporre dell’eredità è necessario accettarla. Se ci sono eredi minori o incapaci si deve ottenere anche l’autorizzazione del giudice. L’accettazione che riguarda l’intera eredità, non solo una parte di essa, si può manifestare in vari modi:

  Con un atto ricevuto dal notaio o dal cancelliere del Tribunale del luogo in cui il familiare defunto era domiciliato al momento della morte
  In modo tacito, cioè attuando un comportamento che manifesti con chiarezza la volontà di accettare, ad esempio, spostando la propria residenza nella casa ereditata

L’erede che ha accettato la successione si assume anche l’onere dei debiti contratti dal defunto.

RIFIUTARE LA SUCCESSIONE
I successori possono anche decidere di rifiutare l’eredità. In questo caso, essi non erediteranno i beni del familiare defunto, ma neppure i suoi debiti. Se ci sono più successori, la quota di chi rifiuta l’eredità sarà divisa tra gli altri o trasferita per rappresentazione. Il coniuge che rifiuta l’eredità conserva il diritto di abitazione e la pensione diretta. La rinuncia alla successione deve essere presentata presso il tribunale competente o un notaio.

ACCETTARE LA SUCCESSIONE CON BENEFICIO DI INVENTARIO
L’inventario è un elenco dei debiti e dei crediti del defunto e deve essere compilato dal cancelliere del tribunale competente, in base al luogo di residenza del defunto o da un notaio, entro tre mesi dal giorno della morte del familiare.

DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE
L’eredità per causa di morte obbliga i successori a compiere una serie di adempienze, anche di tipo fiscale. Entro un anno dall’apertura della successione, gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Questo documento contiene le generalità degli eredi e la descrizione dei beni oggetto della successione. Si tratta di un adempimento fiscale fondamentale, senza di esso non è possibile poter disporre dei beni ricevuti. Devono presentare la dichiarazione di successione:

  Gli eredi, i chiamati alla successione e i legatari o i loro rappresentanti legali
  I rappresentanti legali dei successori o dei legatari
  Gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta
  Gli amministratori dell’eredità
  I curatori delle successioni giacenti
  Gli esecutori testamentari
  I trustee (fiduciari, persone incaricate di amministrare o di agire per conto di altre)

Si è invece esonerati dalla presentazione della dichiarazione se:

  L’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, nipoti o genitori) del deceduto
  L’attivo ereditario ha valore complessivo non superiore a 100.000 euro
  Nell’attivo non ci sono diritti reali immobiliari o beni immobili

La dichiarazione di successione può essere inviata solo per via telematica:

  Tramite intermediario fiscale abilitato
  Dal contribuente mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate

TASSE DI SUCCESSIONE
Al momento della presentazione della dichiarazione di successione, se il deceduto possedeva anche un solo bene immobile si devono pagare le imposte: ipotecaria, catastale, di bollo; la tassa ipotecaria; i tributi speciali. L’addebito sarà riscosso dal conto corrente intestato al dichiarante o al soggetto incaricato della trasmissione telematica. Al momento di redigere la dichiarazione di successione è obbligatorio indicare il codice IBAN del conto corrente sul quale si devono addebitare le somme dovute insieme al codice fiscale dell’intestatario del c/c. Oltre alle tasse già menzionate, potrebbe essere necessario versare anche la tassa di successione che sarà liquidata dall’Agenzia delle Entrate sulla base della dichiarazione inviata.

  

  

Testamento

Il testamento è l’unico strumento che consente di definire come distribuire i propri beni dopo la morte. Per testamento, è possibile gestire liberamente e completamente i propri beni solo se non ci sono familiari prossimi. Se invece colui che fa testamento ha parenti stretti, può decidere solo relativamente a una parte del proprio patrimonio (quota disponibile). La libertà di chi fa testamento è garantita dalle norme che vietano:

  “Patti successori” (qualsiasi tipo di disposizione ereditaria contenuta in un contratto o legata a disposizioni successorie di altri è ritenuta nulla)
  “Testamento congiunto” (atto unico con il quale due individui dispongono in favore di un terzo)
  “Testamento reciproco” (atto unico con il quale due individui dispongono dei propri beni in maniera simmetrica)

Il testamento è un atto personale che si può revocare in qualsiasi momento, senza alcuna limitazione. Il nostro ordinamento giuridico contempla tre forme ordinarie di testamento:

  Olografo, per redigerlo è sufficiente scrivere di proprio pugno le disposizioni di ultima volontà, su un qualunque foglio, datarle e sottoscriverle
  Pubblico, in questo caso è necessario rivolgersi a un notaio che, presenti due testimoni, scriverà le volontà dichiarate
  Segreto, è un documento di cui notaio e testimoni non conoscono il contenuto. Presenti due testimoni, il notaio prende in consegna il testamento che può essere sigillato dal testatore o dal notaio nel momento in cui lo riceve

Dopo la morte del testatore, il testamento deve essere pubblicato presso un notaio. La pubblicazione consente ai chiamati all’eredità, ai familiari del defunto e a eventuali creditori di conoscere il contenuto del documento. Effettuata la pubblicazione è possibile redigere la dichiarazione di successione, per poi passare alla suddivisione dell’eredità.

  

  

Pensione

Il decesso di un congiunto deve essere comunicato telematicamente all’istituto previdenziale insieme alla richiesta di reversibilità per il coniuge (pensione diretta) oppure della riscossione di quanto maturato (pensione indiretta) per chi ne ha diritto. Per la pensione INPS si devono informare le anagrafi comunali che, entro 48 ore dalla morte, devono a loro volta comunicarlo telematicamente o direttamente all’INPS. Dal 1° gennaio 2015, i medici necroscopi devono consegnare il certificato di accertamento di morte all’INPS e al Comune, entro 48 ore dalla morte, tramite specifico servizio. La pensione di reversibilità o diretta spetta ad alcuni congiunti, se il defunto era già titolare di una pensione o ne aveva maturato il diritto. I soggetti che possono chiedere la pensione diretta sono:

  Coniuge; coniuge separato, se il defunto era iscritto all’ente previdenziale prima della sentenza di separazione; coniuge separato con “addebito”, se già disponeva di un assegno alimentare a carico del coniuge defunto; coniuge divorziato, se percepiva l’assegno di divorzio e non ha contratto un nuovo matrimonio, e se il defunto era già iscritto all’ente previdenziale, prima della pronuncia della sentenza di divorzio
  Figli (legittimi, naturali, riconosciuti legalmente, adottivi o legittimati) minorenni; studenti di scuola media superiore (18-21 anni) disoccupati, a carico del genitore defunto; studenti universitari disoccupati, a carico del deceduto (unicamente per la durata del corso legale di laurea e non oltre i 26 anni); inabili di qualsiasi età, a carico del genitore deceduto
  Nipoti minorenni equiparati dalla Corte Costituzionale ai figli legittimati, a carico del deceduto

  

  

Banca e istituti di credito

Se il defunto aveva: depositi titoli, azioni, conti correnti, fondi di investimento, libretti postali, obbligazioni, ecc., i suoi familiari devono informare l’istituto bancario o postale del decesso. Oltre a questo, si devono consegnare alcuni documenti:

  Certificato di morte
  Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà

Appena avrà notizia del decesso, l’istituto bancario o postale provvederà a congelare il conto del defunto. Per poterlo sbloccare, i familiari dovranno presentare l’atto notorio che definisce l’identità degli eredi.

  

  

Assicurazioni

Si deve comunicare il decesso di un familiare e consegnare il certificato di morte alle società intestatarie di polizze su rischi di morte o infortuni oppure sull’auto. Nel caso della polizza RC auto, gli eredi dispongono di sei mesi di tempo per eseguire il passaggio di proprietà del veicolo. Se ci sono più eredi, il veicolo sarà cointestato a più soggetti; nel caso in cui tutti sono concordi, l’auto può essere intestata a uno solo di essi.

  

  

Utenze

Si devono notificare le variazioni di intestazione alle ditte fornitrici dei dispositivi per erogare acqua, gas e luce, e ai gestori di telefonia.

  

  

Dichiarazione dei redditi

Quella che si riferisce all’anno in cui il familiare è deceduto deve essere redatta e consegnata da uno degli eredi, impiegando il Modello Unico.

  

  

Detrazione delle spese funebri

È possibile chiedere una detrazione d’imposta del 19%, fino a un massimo di 1.550 euro, nell’anno seguente a quello in cui si sono sostenute le spese per il funerale.




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